S.O.S. vecchio amore!
AAAAAAAAAAH!!!!!
Notizia scioccante. SCIOC-CAN-TE. SHOCK
.
Lui. Io. Lui. Io. Lui lì. Io qui. Lì. Qui. E se... Nonono mi ero ripromessa che... Ma se poi... Aiuto aiuto aiuto che fare? Che cosa devo fare?!?!?!?!?! Oddio mi manca l'aria..Calma, respira. Devo parlarci... Dobbiamo parlare. Questa faccenda è rimasta in sospeso da troppo tempo. Però... per una volta devo rispettare le promesse che ho fatto a me stessa... Sì, si tratta di coerenza. COERENZA.
...
MA SE FOSSE LA VOLTA BUONA, FINALMENTE?!?
...

...
...Al diavolo la coerenza, qui c'è di mezzo l'amore!!!!!!
xxx LittleOceanSoul xxx mercoledì, 02 luglio 2008 - 22:21
in
amore,
dubbi
A ruota libera
PENSIERO N°1:
A volte mi chiedo se sono pazza. Ma seriamente! Come fa una persona sana di mente a sperare un giorno di cambiare ciò che c'è di sbagliato nel mondo? A rivoluzionare il sistema a partire dalla base? Come fa?!
PENSIERO N°2:
Ma come funziona: nella genialità c'è un fondo di follia, o è nella follia che c'è un fondo di genialità?!?
Perché se è esatta la seconda io potrei essere un genio...
PENSIERO N°3:
Almeno una volta nella vita, al mare, devo fare il bagno di mezzanotte. E nuda.
PENSIERO N°4:
S.O.S. sete no-stop: nel giro di 5 minuti ho bevuto 2 bicchieri d'acqua, 1 succo di frutta e tre bicchieri di yogurt da bere alla banana. Ma il punto -se c'è un punto in tutto ciò- è che ho ancora sete. Credo che stanotte mi sveglierò alle tre per correre a fare pipì...
PENSIERO N°5:
Claudia ha molto sonno. Il caldo non la fa dormire. Claudia ha rotto l'anima a suo padre per una settimana e il suddetto padre le ha portato il ventilatore. Con il fresco Claudia può finalmente dormire quand'ecco che il ventilatore decide di iniziare a produrre inquietanti rumori nel bel mezzo della notte. Ora, le soluzioni al problema sono tre, ma lo sbocco a cui portano rimane pressoché invariato:
1) Claudia spegne il ventilatore ---> RISULTATO: Claudia non riesce a dormire, causa: caldo allucinante
2) Claudia tiene testardamente acceso il ventilatore ---> RISULTATO: Claudia non riesce a dormire, causa: rumori molesti (e in questo caso rischia anche l'esaurimento nervoso perché il malefico romromrom tatà-tatà smette e ricomincia a intermittenza)
3) Claudia disperata si butta dalla finestra ---> RISULTATO: Claudia riesce finalmente a dormire. Scarse però le possibilità di un risveglio [che non sia all'altro mondo]
Di che lamentarsi? Ho addirittura l'imbarazzo della scelta!
PENSIERO N°7:
Cavolo! Non credo di aver mai formulato prima d'ora così tante idiozie in così poco tempo... Un nuovo record! Meglio spegnere il computer prima che la stanchezza spenga anche l'ultimo neurone rimastomi sveglio e (semi)funzionante...
[Siccome ho fatto fatica anche solo a pensare simili cavolate, ormai che lo sforzo l'ho fatto le posto pure e buonanotte
]
GOODNIGHT EVERYBODY!
Mannaggia all'effetto serra!
Ragazzi che caldo...
Va bene, è vero, tra tutti quelli che volevano l'estate, calda e solare come ogni estate che si rispetti, io ero forse la più accanita, ma... ADESSO BASTA!!!
Questi tre giorni di afa, umidità e aria appiccicosa mi sono bastati e anche avanzati, grazie. Giuro che mi sto sentendo male, e odio queste irritanti goccioline di sudore che ricompaiono immancabilmente su fronte e schiena a distanza di dieci minuti dall'ennesima doccia. Accidenti, se le odio. Basta, se sarà così tutti i giorni da qui a settembre -è ufficiale- io mi trasferisco al Polo Nord.
D'altronde potrebbe essere divertente imparare a costruire gli igloo, no? 
Il primo amore non si scorda mai
Ecco l'estate: la sento, la percepisco intorno a me... La avverto, e all'improvviso, camminando per una stradina alberata, mi sovviene il tuo ricordo; come quasi ogni anno, i primi giorni caldi e solari mi regalano la tua immagine, incorniciata con rosati petali di pesco, fresca, vivida: il tuo volto ridente, il tuo profilo veloce, quel rossore che raramente compariva sulle tue guance ancora perfettamente lisce. Eravamo poco più che bambini...
"Dai bambini, che se no poi il sole scotta... Claudia, ma non sei ancora pronta?" La voce di mia madre dall'altra stanza giungeva impaziente, o meglio, spazientita. Ecco che faceva capolino dalla porta la testa di un bimbo, a spiarmi:
"Mamma mamma, si sta ancora guardando allo specchio!!"
In genere fingevo di non sentire la vocina squillante di mio fratello, il bambinetto pignolo e puntiglioso che doveva mettere sempre bocca su tutto e su tutti, un piccolo e innocente grillo parlante e -ahimè- già allora pensante, ma quello era uno dei pochi giorni in cui invece ne fui davvero infastidita.
"Zitto Andrea, non lo vedi che sto arrivando?!" e poi: "Eccomi eccomi intanto andate!"
Lo dicevo sempre quando sapevo che ci avrei messo parecchio, anzi, lo dico sempre; è un vizio che non mi è mai passato, quello di fare tardi..
Era vero, mi guardavo allo specchio, ma non per vanità (non sono mai stata una persona vanitosa, preferisco uno stile più acqua e sapone); mi giravo e rigiravo davanti allo specchio, cercando di scoprire ogni più piccolo difetto, spesso inesistente, provandomi dieci costumi ogni mattina, sperando puntualmente di poter il giorno dopo riempire la parte superiore del bikini come si deve, nemmeno fosse una magia.. Ma da bambini si crede nelle magie, o almeno io ci credevo (e non è detto che ora abbia smesso di farlo). Tanto lo sapevo benissimo che alla fine avrei messo sempre quei due o tre soliti, i preferiti, i pochi eletti che ho usato tanto fino a consumarli. Ma lo facevo per lui. In quelle due o tre estati tutti i miei pensieri, tutti i miei sogni, tutto il mio mondo era rivolto a lui. Mi piaceva andare in spiaggia, sapendo che a pochi ombrelloni di distanza c'era lui, sul suo bell'asciugamano. Lui, che aveva due o forse tre anni più di me. Lui, un ragazzino, io, una bambina. La nostra fu una grande amicizia, o forse un grande amore, ancora quando ci penso me lo chiedo, e ancora non so rispondermi. Un amore platonico, certo, fatto di occhiate fugaci, di qualche abbraccio impacciato, di sorrisi imbarazzati e di imbarazzanti silenzi... Quel sentimento che non avevo mai provato prima, e che mi scombussolò totalmente, che mi ha catapultato in una nuova visione del mondo, accompagnandomi nell'adolescenza, evolvendosi e raffinandosi. Certo, i "sintomi" sono rimasti invariati: farfalle nello stomaco, nuvole nella testa, sguardo languido e costantemente perso nel vuoto... Con lui ho passato la maggior parte delle estati che compongono la mia infanzia. Insieme a lui ogni gioco più semplice acquistava un valore inestimabile, ogni giorno era una nuova avventura e ogni piccola avventura una grande scoperta. E' stato così che ho scoperto l'amore. Un amore infantile; il volo di una farfalla: semplice, ma non per questo meno magico e speciale.
A popolare la mia mente, tra i numerosi ricordi che mi invadono, vi sono i pomeriggi assolati sulla spiaggia, a costruire castelli insieme. I bagni, i tuffi, gli schizzi; le risate. Non eravamo noi due soli, certo, c'erano anche mio fratello, sua sorella e un paio di altri bimbetti, ma per me era come se lo fossimo. Riservavo per lui le parole più gentili, e lui per me gli sguardi più dolci. Si giocava a costruire le fortezze più belle, e quando il giudice ero io, chissà perché, le costruzioni migliori erano sempre le sue. Anche lui aveva certi favoritismi nei miei riguardi, per esempio erano in molti a domandarsi come mai nelle nostre lunghe sfide a beach volley o a racchettoni vincessi sempre io, principiante e imbranata, contro un mago degli sport come lui, e a certe insinuazioni dei più furbetti e perspicaci della nostra allegra combriccola rispondevamo con un sorrisino malizioso e un'alzata di spalle. Tra gli altri vi sono poi i ricordi delle numerose passeggiate lungo la battigia nei pomeriggi piovosi, delle interminabili chiacchierate nelle lunghe e calde sere estive, del confidarsi l'un l'altra i segreti e i pensieri più intimi e inviolabili dell'anima. I giorni insieme passavano magnifici e -mio malgrado- veloci, così ogni fine estate eravamo lì, a prometterci che ci saremmo rivisti l'anno successivo, e che nel frattempo non ci saremmo giammai scordati l'uno dell'altra. Tornata l'estate tornavamo anche noi, di volta in volta più grandi e cresciuti, ma sempre noi, e sempre con la stessa voglia di passare le vacanze insieme, a Silvi Marina, e ogni scarrozzata di tre ore e passa in auto per arrivarci era resa più leggera dalla trepidante impazienza di rivederlo. Avvenne così per tre anni, all'incirca. O forse quattro, non ricordo... Ma anche il nostro, come del resto molti tra i più grandi amori che si ricordino nella storia, era destinato a finire, stroncato tragicamente. Si deve tuttavia considerare che una ragazzina di dieci o undici anni ha un concetto di "tragico" molto relativo. Accadde così, semplicemente, che da quattro in famiglia si divenne cinque, e infine sei, e ai miei genitori -come è più che comprensibile- passò la voglia di sopportare quattro bambini capricciosi e bisticcianti rinchiusi per tre ore in una macchina, e così cambiammo la méta delle nostre vacanze optando per una destinazione più comodamente raggiungibile. Devo ammettere che è stato un duro colpo per me, e spesso li invocavo invano di tornare a Silvi, accampando scuse e pretesti uno più insensato dell'altro. Ma che altro potevo fare? Ciò che più mi bruciò fu che l'ultima estate che passammo insieme, come quella precedente e come quella prima ancora, ci dicemmo addio nello stesso modo, rinnovando le nostre promesse. Promesse che, quella volta, non riuscii a mantenere.
Chissà se l'anno successivo, quando io non tornai, lui mi aspettò; e chissà se continuò ad aspettarmi, le numerose estati che vennero a seguire. Tutto ciò che posso dire è che di certo io non lo dimenticai, né allora ne adesso, e quando ripenso nostalgicamente a quel periodo gioioso e sereno della mia vita questo è l'unico ricordo -credo- che mi provoca un senso di colpa grande quasi quanto il nodo alla gola. Eh già, è proprio vero che il primo amore non si scorda mai...
Test #1
Sbirciando qualche blog amico ho trovato un simpatico test sulla propria personalità (qui).
Io ho totalizzato 42 punti:
"Gli altri vi percepiscono come pieno di brio, 'vivo', affascinante, divertente, pratico e sempre interessato; qualcuno che è costantemente al centro dell'attenzione, ma sufficientemente equilibrato da non montarsi la testa. Vi vedono ugualmente come tipi gentili, cortesi e comprensivi; qualcuno sempre pronto a rialzare loro il morale e ad aiutarli".
Questo sì che è un test intelligente!
xxx LittleOceanSoul xxx domenica, 15 giugno 2008 - 14:43
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